Sono di nuovo con voi e con De’Longhi per parlare di caffè espresso. Oggi ci occupiamo della destinazione finale dei sacchi di caffè: la torrefazione che dopo averlo cotto con cura confeziona il caffè in grani ormai pronto per il consumo.

L’italia è seconda al mondo per volumi di caffè torrefatto ed una parte consistente di quest’ultimo è destinata all’esportazione. I torrefattori italiani si tramandano, spesso da più generazioni, i segreti delle miscele: ciascuno sceglie se cuocere la miscela già composta o cuocere ogni singola origine e mescolarle dopo la tostatura. Ogni torrefattore custodisce la ricetta segreta della propria miscela: per replicarne l’identità il torrefattore usa infatti la propria abilità di combinare differenti origini che variano di raccolto in raccolto.

La variazione è naturale e dovuta ai mutamenti climatici e al loro effetti sul terreno. L’arco di cottura di ogni infornata dura all’incirca 15 minuti e può essere in tamburo o a convezione d’aria. La scelta del metodo di cottura dipende dalla tradizione di ogni singola torrefazione.

Profumato, d’aspetto leggermente oleoso è pronto per essere versato nel serbatoio con macina di una macchina superautomatica per caffè espresso come Autentica De’Longhi. Queste macchine macinano i grani al momento della richiesta e questo è di certo il miglior modo per ottenere un espresso di profumo fresco e sapore intenso, meglio se un’arabica del Centro America Presidio SF.

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